Presepe  Artistico   di  Salice  Salentino

Lecce - Italia

    S. S. Giovanni Paolo II    

  

Comune di  Salice Salentino  - Lecce -

 

       

  STATO:     bandiera  ITALIA          REGIONE:        PUGLIA   

  PROVINCIA:  stemma  LECCE         COORDINATE:  40°23'N  17°58'E

  ALTITUDINE:  49 MT SUL LIVELLO MEDIO DEL MARE.

  POSIZIONE GEOGRAFICA:  NORD OVEST SALENTO A 18  KM DA LECCE.  DISTANZA DAL MARE:   A 18 KM DALLO IONIO E 22 KM DALL'ADRIATICO.

  SUPERFICIE: 58 KMq    ABITANTI:  8.872 (2005)   DENSITA': 153 AB./KMq      

  C.A.P.:  73015      PREF. TEL. 0832

 COMUNI CONTIGUI: AVETRANA (TA).  -  SAN PANCRAZIO SAL. (BR).                                                 CAMPI SAL. - GUAGNANO - NARDO' - VEGLIE (LE).  NOME ABITANTI:   SALICESI    SANTO PATRONO:   S. FRANCESCO D'ASSISI.  

Storia

Dove oggi sorge il nostro paese, anticamente vi era una grande  foresta.    In  essa abbondavano  piante del genere Salicacee, dette volgarmente "salici". Da questo trasse il nome Salice.   "Salentino" fu aggiunto dopo, per distinguerlo da altri paesi  con lo stesso nome esistenti in  altre     regioni d'Italia.

L'antico casale

  Anticamente Salice era un Casale,  ossia  un piccolo agglomerato di case di  contadini, alquanto    considerato dal punto di  vista strategico, perché situato sul confine tra le terre dei Principi di    Taranto e quelle dei Conti di Lecce. In documenti  antichi, il nome "Salice" appare per la prima    volta in un Diploma di Ruggiero "il Normanno", Duca di Puglia, datato 10 Aprile 1102. E'    riportato  ancora in un Diploma di Guglielmo "il Buono" dell'anno 1172 e, in seguito, in una    Ordinanza di  Carlo I d'Angiò dell'anno 1269. Dopo 25 anni da quest'ultima data, nell'anno 1294,    Salice, che nel frattempo si era  accresciuta alquanto, da Casale fu elevato al rango di Baronia.   Di questo si hanno poche ed incerte notizie. Tuttavia pare  che uno dei primi Baroni di Salice sia    stato un certo Pandolfo, appartenente alla nobile famiglia degli Aldemorisco, originaria della    Grecia ma che da tempo si era stabilita a Napoli.

Gli Orsini del Balzo

  Dopo varie vicende non sempre liete, nel 1392 Salice passava sotto il dominio di Raimondello    Orsini Del Balzo , che in  Puglia si era affermato nobile e valoroso cavaliere. Essendo diventato    Principe di Taranto e di tutta la Terra d'Otranto, dopo il ritorno dalla Terra Santa, a Salice,    Raimondello costruì un sontuoso castello, che in seguito è stato trasformato in  abitazioni private,    e una serie di casette che lo fronteggiavano. A Salice, l'Orsini, passava le sue ore di riposo e di     svago  ed essendovi una campagna ricca di alberi selvatici, spesso vi faceva battute di caccia.

Il dominio spagnolo

  Dopo la morte dell'Orsini, avvenuta il 7 gennaio 1405, Salice passò sotto il dominio di vari Signori    feudatari e subì le tristi conseguenze delle guerre tra i vari casati. Finito il dominio Aragonese in    Puglia, con la rinuncia al trono di Federico d'Aragona, avvenuto il 16 settembre 1501, Salice    passava sotto il triste governo del Viceré Spagnolo. Fu quello un periodo molto triste. Alla miseria    degli anni precedenti si unì la peste che contagiò tutta la regione, in più il territorio fu scosso da    violenti terremoti.

  In questo periodo Salice fu sotto il dominio di vari e prepotenti feudatari che non avevano alcun    rispetto né per la persona  né per la vita umana, finché il Barone Aloise Maria De Paladinis, nel    1569, lo vendette per venticinquemilatrecento ducati, al Signor Giovanni Antonio Albricci , il cui    casato era originario di Como, che stabilitosi a Lecce ne acquistò la cittadinanza. Albricci, padrone   di molti casali, preferì vivere con la famiglia a Salice e andò ad abitare nelle così dette  "Case del    re". Seppe governare molto bene questo piccolo paese tanto che il re di Spagna, Filippo II, nel    1591, gli conferì  il titolo di Marchese di Salice. Si deve alla generosità del Marchese la costruzione   del Convento dei Frati Minori accanto ad una piccola chiesa che venne rimodernata. Il sontuoso   Convento fu iniziato nel 1587 e terminato dieci anni dopo, nel 1597, anno in cui il marchese,   Giovanni Antonio Albricci, morì. Venne seppellito sotto l'altare maggiore della suddetta  chiesa,   dove aveva fatto costruire una tomba per la famiglia.

  Agli inizi del secolo XVII nel Regno di Napoli, subentrarono all'antica casata dei Paladini, dei    Baroni di Campi e del Marchesato di Salice e Guagnano, gli Enriquez, nobili spagnoli del ramo dei    Bolano di Castiglia. In quegli anni il malcontento delle popolazioni meridionali, costrette a soprusi    di ogni genere e, in particolare, al pagamento di dazi e gabelle senza misura dovuti al vessatorio    governo spagnolo e alla tracotanza dei feudatari, cresceva sempre più fino a diventare rivolta    violenta: in Salice, come in molti altri paesi meridionali, ci furono tumulti sulla linea di quelli di    Palermo e di Napoli (1647).

  Degli Enriquez ricordiamo Gabriele Agostino, di cui restano a Salice i restauri di abbellimento   apportati al Convento dei Frati Minori e l'istituzione della Fiera, intorno all'anno 1662, che si svolge   ogni anno dal 30 giugno al 3 luglio, giorni  dedicati alla festività della "Madonna della Visitazione".

Periodo borbonico

  Nel 1749 terminava il dominio degli Enriquez su Salice e subentrava quello dei Filomarino -   Enriquez che durò fino al 1845. Cessava pure la dominazione Spagnola e si affermava il Regno    delle Due Sicilie sotto Carlo III di Borbone. Questi  libero da ogni pressione e influenza straniera    iniziò un processo riformatore che, continuato da Ferdinando IV, portò ad  un buon    rinnovamento del Meridione. Tuttavia, le popolazioni non mostrarono interesse per le riforme    attuate, perché erano prese dalla lotta quotidiana per l'esistenza, minacciata dalla fame, dalla    miseria e dall'epidemia (1743): molti paesi  furono rasi al suolo e Salice subì la distruzione di    diverse case, oltre al tetto e ad alcuni altari della Chiesa Matrice. Nel periodo della Restaurazione    in  Salice, come altrove, si formarono numerose sette segrete che, spesso, anziché motivi  politici     avevano motivi criminosi.

Dall'Unità d'Italia ai nostri giorni.

  Una figura molto importante nel periodo dell'unificazione d'Italia, è stato Arcangelo De Castris , il    quale con le elezioni comunali del 1869 fu eletto Sindaco. Nel periodo della sua amministrazione    furono realizzate importanti opere in vari settori: tra queste la costruzione del Palazzo Municipale    (1889). Arcangelo De Castris fu nominato Senatore da Francesco Crispi nel 1890. Morì cinque    anni dopo, nel 1905. Agli inizi del secolo XX il popolo salicese ha ormai una coscienza nazionale    e partecipa attivamente ai risvolti storici del Paese. Il seguito della storia di Salice risente    completamente degli  avvenimenti nazionali ed internazionali.

Economia

  Economia prettamente agricola, con stabilimenti vinicoli ed oleari, che trasformano il  prodotto.

  Il vino   SALICE SALENTINO  ha ottenuto da tempo la Denominazione d'Origine Controllata (DOC), ed ha 

  ormai trovato collocazione sulle tavole e nelle cantine di tutto il mondo.

   Galleria Fotografica

1. Convento dei Frati Minori "La Visitazione"

          

 

       

                           

2. Chiesa Madre "S.S. Maria Assunta"

                

   

 

3. Chiesetta "Madonna del Latte"

  

    

4. Torre dell'orologio e meridiana.

5. Antica cantina De Castris.

     

6. Castello Monaci.

       

          

             

7. Masseria Mazzetta.

      

         

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